Riguardo al tema dell'autorità sono sempre stato affascinato e incuriosito da una affermazione del mio maestro Ludwig Wittgenstein; la quale non si trova in nessuno dei suoi libri, dedicati a ben altri argomenti, bensì in una raccolta di lettere pubblicata da un suo amico di gioventù – e anche tradotta in italiano – seguita da una memoria o relazione dell'amico stesso, un nome ormai perduto tra le coorti incalzanti dell'esplosione demografica. In questa memoria l'amico racconta come era e che faceva Wittgenstein ventenne, già per diritto poi indiscusso la mente filosofica più potente dell'impero austriaco e forse del mondo, a Vienna e sul fronte fra il '14 e il '16, e cioè poco prima del Tractatus. E riporta, tra tanti tratti che giudica ammirevoli, una dichiarazione che per molti anni lo lascerà perplesso; ossia che per il giovane pensatore il solo atteggiamento politico concepibile era la completa sottomissione all'ordine costituito, qualunque esso fosse.
